"Siamo al termine di un’edizione molto attesa e i numeri ci restituiscono innanzitutto questo – sottolinea Francesca Gennai, presidente di Consolida -. 1.350 studenti, 2.400 persone presenti ai seminari e circa 4.000 che hanno partecipato alle attività in corso Bettini. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di più di 70 organizzazioni che hanno contribuito a costruire EDUCA. È un festival collettivo, che la Provincia autonoma di Trento ha scelto di sostenere insieme all’Università e al Comune di Rovereto, riconoscendo l’importanza di avere un luogo di confronto sui temi dell’educazione".
Uno degli elementi che ha caratterizzato questa edizione è stata inoltre la presenza più ampia di voci under 30, sia tra gli ospiti sia nello staff del Festival. Giovani sono stati i protagonisti di alcuni degli appuntamenti più seguiti, da Greta Sergi a Matteo Porru, da Martina Miccichè a Matteo Berardinelli, portando nel programma prospettive e linguaggi generazionali diversi. Una scelta che ha riguardato anche l’organizzazione, con uno staff giovane e il coinvolgimento di studenti e studentesse nelle diverse attività.
"Il bilancio lo fanno già i numeri – afferma Flavio Deflorian, rettore dell’Università degli Studi di Trento -. Per l’Università è un risultato importante, per l’impegno profuso e per il coinvolgimento delle realtà del territorio. L’educazione è un tema centrale anche per il nostro Ateneo: tra un anno avremo l’attivazione del nuovo corso di laurea per la formazione primaria, una svolta importante che si innesta pienamente nelle tematiche affrontate da EDUCA. Questo è solo l’inizio: continueremo a lavorare e a farlo sempre meglio".
Per Giulia Robol, sindaco di Rovereto, il successo dell’edizione conferma il legame tra il Festival e la città. "Sono molto felice e grata del lavoro fatto per costruire questa proposta, con un focus particolare sulle scuole e sulla necessità di mettere l’accento sulla formazione. EDUCA ha dato alla città l’opportunità di confrontarsi a cielo aperto: corso Bettini è stato invaso da persone di tutte le età, con laboratori e attività per bambini, ragazzi e famiglie. È stato un grande ritorno del Festival e abbiamo sentito un forte sentimento di affetto nei suoi confronti. EDUCA è coerente con la storia della nostra città e con l’idea del suo futuro: è un punto di partenza rinnovato, una vetrina aperta alla partecipazione, resa possibile da un lavoro enorme e da un’offerta fortemente voluta e partecipata".
La presenza dei giovani è stata anche una delle chiavi attraverso cui EDUCA ha affrontato il tema della felicità. Non solo come destinatari delle proposte, ma come interlocutori, protagonisti e parte della costruzione del Festival. Le loro voci hanno attraversato incontri dedicati alle fragilità adolescenziali, al rapporto con gli adulti, alle tecnologie, alla scuola e alle possibilità di costruire il proprio futuro.
"La parola che vorrei lasciare alla conclusione di EDUCA è innanzitutto una parola di ringraziamento – sottolinea Paola Venuti, Università degli Studi di Trento -. In questi giorni Rovereto è stata un luogo in cui persone, competenze ed esperienze diverse hanno potuto incontrarsi e riflettere insieme su un tema ampio come quello della felicità. È anche questa la funzione di EDUCA: creare uno spazio nel quale possiamo fermarci, confrontarci e costruire insieme nuove possibilità".
A chiudere la 15esima edizione di EDUCA lo spettacolo "Quando diventerò piccolo", di e con Sergio Beercock, realizzato in collaborazione con VIVA!, rassegna a cura della Compagnia Abbondanza/Bertoni.
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