Domenica, 04 Ottobre 2026 - 16:56 Comunicato 2947

Dal terzo tris europeo alla laurea, Simona Quadarella: si vince anche fuori dalla vasca

È la nuotatrice italiana più vincente nella storia degli Europei. Ha continuato a centrare successi attraversando grandi cambiamenti e imparando a mettersi in discussione, focalizzando meglio la propria vita anche fuori dalla vasca: una dimensione diventata, inaspettatamente, un valore aggiunto nelle gare. Simona Quadarella, campionessa europea a Parigi nei 400, 800 e 1500 metri stile libero, terzo tris consecutivo dopo quelli del 2018 e del 2021, è una delle “Invincibili” dell’edizione 2026 del Festival dello Sport di Trento. Oltre all’aspetto professionale, c’è anche quello personale che conta, come ha raccontato al pubblico di Sala Depero l’atleta romana, intervistata da Cristina Fantoni.
La regina d'Europa Nella foto: Simona Quadarella. [ Daniele Paternoster - Archivio ufficio Stampa Pat]

Definita regina del mezzofondo europeo, grazie alle 11 vittorie che le permettono di superare Federica Pellegrini, con cui ha sempre avuto un rapporto vissuto con ammirazione: “Seguivo Federica fin da piccola. Vedere il mio nome affiancato al suo è sempre un grande onore e una bella soddisfazione”. C’è poi il rapporto con Katie Ledecky, passata da idolo ad avversaria in acqua: “Ero ragazzina quando lei vinse a Londra nel 2012. La sensazione di gareggiare e di arrivare con lei sul podio è stata impagabile”.

Cambiamenti e risultati, un legame alla base di tanti traguardi raggiunti da Quadarella. “Negli ultimi due anni - racconta Simona - ho cambiato tante cose. In primis il mio allenatore, dopo 13 anni. Christian ha deciso di mollare dopo le Olimpiadi. All’inizio ero spaventata, invece è andata benissimo. È stato uno stimolo in più”. Accettare l’incertezza? “Non è facile. Ci vuole coraggio e uscire dalla comfort zone. Alla fine dà una scossa positiva”.

Una novità sono stati anche i tre mesi in Australia, tra vita e allenamenti. “È stato un bel cambiamento per me nata e cresciuta a Roma - rivela Simona -. Alla fine è stata una delle scelte più belle della mia vita. Ho conosciuto persone nuove, imparato tanto e mi sono allenata in maniera differente, facendo tanta fatica fuori dall’acqua, tra palestra e oltre 7 chilometri in vasca, due volte al giorno. Una dimostrazione che, se vuoi, lo puoi fare. A fine giornata sei stanca ma soddisfatta”.

Poi è cambiato anche l’approccio al nuoto: “Prima ero troppo focalizzata. Dopo l’Olimpiade ho trovato il mio metodo così, dedicandomi anche ad altro”. Ad esempio a riprendere gli studi fino alla laurea in Comunicazione, tecnologie e culture digitali: “La laurea è stata uno dei giorni più belli della mia vita. Ho recuperato un sacco di esami e pensare ad altro mi ha aiutato. Questo approccio si è rivelato un valore aggiunto anche nel nuoto”.
Il legame tra mente e fisico è del resto un tema della tesi, dedicata alla sedentarietà e al disagio psicologico. “Mi piace la psicologia sociale - prosegue Quadarella -. Si parla di aiutare le persone a scegliere di fare attività fisica e diminuire la sedentarietà, che purtroppo è ancora molta”.

Trasformare momenti di caduta in nuovi punti per ripartire, è una delle sfide vinte dalla nuotatrice. Lo strappo della mancata convocazione per Rio, seguita però da un punto di svolta, la prima medaglia ai Mondiali, a Budapest nel 2017, un anno dopo.

Nella vita personale di Quadarella ci sono tante cose. Il tifo per la Roma, la musica, ma soprattutto la dimensione familiare. Il sostegno dei genitori soprattutto nei momenti difficili e il legame con la sorella maggiore: “Mi ha aiutata a prendere la decisione di fare nuoto. Per me è un grande esempio: quello che voleva raggiungere l’ha sempre raggiunto. Oggi che fa l’ingegnere chimico e vive in Arabia Saudita ci sentiamo costantemente”.

C’è spazio per le ultime domande. Sulla difficoltà di confermarsi: “Quello che conta non è vincere sempre, ma esserci”. Sul nuoto di oggi, che sta diventando sempre più veloce. “Bisogna sempre cercare di adattarsi, ed è quello su cui continuerò a lavorare”. Fino ai prossimi obiettivi: i Mondiali in vasca corta a Roma, a dicembre, poi la vasca lunga e cominciare a pensare alle Olimpiadi di Los Angeles.

E il dopo? “Mi spaventa il fatto di perdere le emozioni che oggi provo in gare e allenamenti - conclude Quadarella -. Per questo sto lavorando per lasciare aperte molte strade e per poter essere, quando sarà il momento, in pace con me stessa”.

(sv)


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