“Abbiamo avviato la riforma fiscale nell’agosto 2023 e, ad oggi, abbiamo portato a casa 24 decreti legislativi, mentre ne abbiamo altri quattro in cantiere. Il nostro atteggiamento prudente ci sta premiando: lo spread è sotto controllo e le agenzie di rating ci confortano. Si tratta di una riforma rispettosa, con poche risorse, che dedica attenzione a famiglie e imprese. Abbiamo in animo di completare il percorso, concentrandoci sul tema dei tributi locali, eventuali correttivi e poi un codice tributario, una sfida per dare ordine all’intero sistema che non è mai stata affrontata dall’Unità d’Italia ad oggi”, ha spiegato il viceministro.
Il viceministro Leo ha poi illustrato gli obiettivi per completare il riordino delle misure riguardanti l’Irpef, introdurre soglie di tolleranza specifiche in materia di tributi locali e rafforzare il collegamento tra Pos e registratore di cassa. “Stiamo spingendo molto su nuovi strumenti digitali, incentivando i contribuenti a mettersi in regola (con misure di compliance) e favorendo la lotta all’evasione: nel solo 2025 abbiamo riportato nelle casse dello Stato 36,2 miliardi di euro. L’obiettivo è portare tutti a pagare le giuste tasse, che poi dovranno diminuire”, ha precisato.
Soddisfazione per le misure messe in campo è stata espressa da Gardini, che ha parlato di “un evidente cambio di passo”, e da de Nuccio, che invece ha posto l’accento sul nuovo ruolo di riferimento assunto dai professionisti che si occupano di fisco.




