“Il dibattito sui diritti digitali dei minori”, sottolinea Cappelletti, “si concentra quasi sempre sulla protezione dai contenuti dannosi, dalle piattaforme, dai rischi online. Ma c’è un altro diritto di cui si parla meno: il diritto di ogni ragazza e ragazzo a essere orientati equamente verso il proprio futuro. E oggi quell’orientamento passa anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale che non sono neutrali”.
Durante l’incontro a cui ha partecipato con Giulio Alicanti (ricercatore – Isea), Giuseppe Rizza (sovrintendente scolastico - Provincia autonoma di Trento), Luca Tremolada (giornalista, Il Sole 24 Ore) e Dario Edoardo Viganò (vice cancelliere - Pontificia Accademia delle Scienze e Scienze Sociali), Dominique Cappelletti ha portato anche una prospettiva concreta: se i sistemi digitali rischiano di amplificare le disuguaglianze esistenti, la scuola deve essere sempre più il luogo in cui contrastarle prima che i percorsi formativi si definiscano in modo difficilmente reversibile.
È questa la logica del progetto SPARKLE (STEM Practical Activities to Raise Knowledge Learning and Exploration), condotto dalla Fondazione Bruno Kessler in 12 istituti comprensivi di Trentino e Veneto: portare nelle scuole attività coinvolgenti che facciano dialogare scuola e mondo della ricerca, per rendere la scienza ugualmente accessibile e appassionante per ragazze e ragazzi.
“Perché”, conclude Cappelletti, “il diritto dei minori nell’era digitale è anche quello di essere messi nelle condizioni di partecipare da protagoniste e protagonisti al futuro che il digitale e l’innovazione stanno costruendo, secondo le proprie attitudini e i propri desideri, nonché liberi da pregiudizi e condizionamenti”.
Dominique Cappelletti fa parte del gruppo di ricercatrici e ricercatori in economia e sociologia con esperienza internazionale del Centro FBK-IRVAPP della Fondazione Bruno Kessler, diretto da Mirco Tonin erealtà di riferimento nella valutazione delle politiche pubbliche basata sulla solida evidenza scientifica.




