“In un momento in cui il mondo sembra impazzito – ha concluso l’assessore Marchiori – per garantire un futuro luminoso servono un’identità forte, il rispetto per la memoria e la storia altrui, e la volontà di costruire ponti invece che muri.Altrimenti, finiremo soltanto per ripetere gli errori del passato”.
Alla presenza del sindaco di Trento Franco Ianeselli e del presidente del Circolo Flavio Marchetti, la cerimonia si è aperta con il corteo partito da piazza Duomo e proseguito per le vie del centro storico prima di concludersi in via Belenzani, sotto il palazzo comunale. In testa il lunghissimo striscione recante i numeri degli oltre 12mila tirolesi-trentini caduti durante la Grande Guerra che combatterono indossando la divisa austriaca, estendendo il ricordo ai caduti di tutte le guerre, ai profughi e ai mutilati. Infine, prima della deposizione della corona d’alloro, Marco Toffol ha ricordato l’odissea di centinaia di soldati principalmente della valle di Primiero e del Vanoi, ma anche della Valsugana e di Lavarone. Tra il 1918 e il 1919, a guerra ormai conclusa e dopo essere fortunosamente rientrati nelle loro abitazioni, vissero infatti l'amarezza e l'umiliazione di essere strappati alle famiglie e internati in un campo di prigionia nell’Italia meridionale.




