La radiografia di Pergine Valsugana (terzo centro urbano del Trentino con circa 22.000 abitanti) fotografa una realtà fondamentalmente sicura:
• Reati predatori: I dati sui furti provvisori del 2026 registrano un trend in netto calo rispetto al 2025. Tra gli autori scoperti si rileva un'incidenza significativa di cittadini stranieri.
• Rapine e reati violenti: Nell'ultimo anno si contano appena tre episodi isolati di rapina. L'evento del 30 maggio rappresenta l'unica rissa degna di nota del 2026, configurandosi come un'eccezione straordinaria e non come una consuetudine strutturale.
Nonostante l'assenza di un'emergenza sociale, le istituzioni hanno riconosciuto la necessità di intervenire sul "gap" tra i dati oggettivi e la percezione di vulnerabilità dei residenti, amplificata dall'impatto visivo dello scontro di fine maggio.
Il monitoraggio ha evidenziato una carenza di presidio strutturato nelle ore serali e notturne. La Polizia Intercomunale, operando su un bacino esteso a più municipalità (tra cui Caldonastro, Calceranica, Vignola-Falesina e Tenna), subisce infatti un fisiologico diradamento della presenza sul singolo centro. Per questo motivo, la vicinanza a Trento sarà valorizzata come opportunità strategica, evitando cali di attenzione nelle fasce orarie più sensibili.
Pertanto l'intesa tra Commissariato del Governo, Arma dei Carabinieri e Comune si articola su due binari paralleli:
1. Sicurezza integrata a breve termine
Scatta immediatamente un piano straordinario di controllo del territorio coordinato dalla Questura su base settimanale, modulato anche sul calendario degli eventi estivi. L'obiettivo è incrementare la presenza visibile dello Stato nelle ore pomeridiane e serali, senza militarizzare rigidamente il centro. Il piano prevede l'azione flessibile e coordinata di:
• Pattuglie di rinforzo dell'Arma dei Carabinieri.
• Unità di supporto di Polizia di Stato e Guardia di Finanza.
• Unità cinofile da Trento per interventi mirati.
• Massimo coinvolgimento operativo della Polizia Locale Intercomunale.
"L'approccio sarà rigoroso ma proporzionato – fa sapere il Presidente Fugatti - un'eccessiva ed esasperata militarizzazione rischierebbe di alimentare una falsa percezione di emergenza continua. La vigilanza sarà costante e sostenibile, per evitare che i cittadini percepiscano un senso di abbandono al termine dei servizi straordinari. L'episodio del 30 maggio è stato grave e inaccettabile per il nostro territorio, e la risposta delle istituzioni dimostra che non c'è spazio per alcuna tolleranza. Con questo piano straordinario offriamo una risposta immediata alla richiesta di sicurezza della comunità, aumentando la visibilità e la presenza delle forze dell'ordine nelle fasce orarie più sensibili”.
2. Adeguamento logistico
È già stato effettuato il sopralluogo congiunto presso l'immobile dell'ex asilo nido (circa 1000 mq complessivi), attualmente in fase di ristrutturazione. Il progetto prevede di destinare 700 mq agli uffici dei lavori pubblici e 300 mq a camerate e alloggi di servizio per il personale dell'Arma dei Carabinieri. Per completare i lavori, l’amministrazione ha individuato la necessità di un investimento aggiuntivo stimato in circa 1 milione di euro, fondamentale per garantire la permanenza stabile dei militari e l'estensione dei turni di servizio.
“La Provincia farà la sua parte per sostenere gli investimenti necessari sul piano logistico - ha concluso Fugatti - a partire dal progetto dell'ex asilo nido, per garantire ai Carabinieri una struttura moderna che consenta un presidio strutturato e continuativo sul territorio. Ringrazio il Commissario del Governo Isabella Fusiello e tutte le Forze dell'Ordine per la consueta e immediata sinergia operativa".
Interviste a cura dell'ufficio stampa:
https://drive.google.com/drive/folders/1GaZ4uOxuBSKHYFJc1Ov3SW_mewd5GVZ0?usp=sharing




