Sandro Mazzola è stato colui che ha portato Altobelli all’Inter dal Brescia, nell’estate del 1977. “Una domenica giochiamo col Padova – ha rivelato Altobelli - realizzo due gol e nel postpartita, l’allora direttore sportivo dell’Inter Giovanni Beltrami e Sandro Mazzola si sono fermati a parlare con me. Io, da sempre tifoso dei nerazzurri e ammiratore di Mazzola, a quella vista ho tremato. Quando mi hanno riferito la loro volontà di volermi nella loro squadra, non ci volevo credere”.
Altobelli ha giocato soltanto 45 minuti con Mazzola, in Cina durante una tournée internazionale dell’Inter. “In Cina ho scoperto un nuovo mondo – ha continuato Altobelli -. C’erano stadi sempre pieni, poche macchine lungo le strade e tante biciclette, che per l’epoca era una cosa impossibile da pensare per un occidentale. Ho giocato quel primo tempo con lui, ma in seguito mi ha insegnato la strada da percorrere e ho capito perché la gente lo amava”.
Il momento della morte di Mazzola è stato molto particolare per Altobelli che in quattro mesi ha perso anche l’amico di sempre Beccalossi: “Non mi vergogno di dire che ho pianto in entrambe le volte. Sandro ha realizzato il mio sogno, giocare all’Inter, e con Beccalossi ho instaurato un rapporto strettissimo. Sapevo che da tempo non stava bene, speravo solo non soffrisse molto”.
Il tipo di personalità e i valori di Sandro Mazzola li ha illustrati al meglio il figlio Sandro Junior: “I miei ricordi principali di lui da bambino riguardano la Pinetina – ha spiegato - dove l’Inter svolgeva e svolge tuttora i suoi allenamenti. Una volta il ritiro non era blindato come ora e io lì avevo la mia cameretta, il mio armadietto e le mie scarpe. Crescendo ho trascorso le giovanili nell’Inter, in seguito sono passato al Pro Sesto ed è capitato di giocare proprio contro i nerazzurri. La sera prima della partita ricordo che avevo studiato fino a notte fonda, il giorno dopo feci una grande partita e incontrai mio padre. Mi diede una lauta mancia in denaro affermando che non era per la mia prestazione ma per l’interrogazione a scuola andata bene”.
Inevitabile, infine, il riferimento al brutto gesto di un gruppo di ultras bianconeri nel minuto di raccoglimento dedicato a Mazzola dopo la sua scomparsa: “La multa alla società è stata ridicola – ha concluso Junior – così come il non aver punito i colpevoli”.




