Luca Chiumento, Giacomo Gentili, Andrea Panizza e Luca Rambaldi in dialogo con Claudio Arrigoni sono stati protagonisti di uno degli incontri del Festival dello Sport di Trento giovedì 1 ottobre al Palazzo della Regione. I quattro azzurri hanno raccontato il percorso che li ha portati all’argento delle Olimpiadi di Parigi.
Il tema degli “Invincibili”, claim di questa edizione del Festival, è stato il punto di partenza per parlare di responsabilità, sconfitte e vittorie. “L’invincibile è uno che non vuole essere vinto, non uno che non perde mai. Non è una sconfitta che ti blocca, sei tu a decidere quando è finita”, ha spiegato Rambaldi. La sconfitta agli Europei è stata un passaggio importante per fermarsi, fare il punto, ritrovare il giusto equilibrio e ripartire. Panizza, scherzando, ha affermato: “L’anno scorso abbiamo perso l’Europeo e vinto il Mondiale, e quest’anno uguale. Forse è un’abitudine da tenere”. Quando si vince, hanno raccontato, non si analizza tutto allo stesso modo; la forza della barca è nella capacità di tornare squadra quando il momento conta. Un percorso che i quattro sentono anche come una responsabilità verso i più giovani. Chiumento ha ricordato di aver perso spesso nelle categorie junior e under 23 e di aver iniziato a vincere più tardi, spiegando ai ragazzi di non avere fretta e di puntare sulla dedizione al lavoro. Tra le fonti di ispirazione citate durante l’incontro ci sono state grandi campionesse come Lindsey Vonn e Federica Brignone, ma anche persone che hanno accompagnato direttamente il loro percorso. Panizza ha ricordato Giuseppe Moioli, suo allenatore, mentre Chiumento ha citato Rossano Galtarossa. Successivamente, un passaggio importante è stato dedicato anche a Filippo Mondelli.
A Parigi è arrivato un argento che per i quattro ha avuto un valore particolare. Rambaldi inseguiva quella medaglia fin da quando aveva 12-13 anni e ha raccontato gli ultimi 600 metri della gara, quando l’Italia era quarta e ha progressivamente recuperato fino al secondo posto. Panizza ha ricordato l’esplosione di gioia quando hanno capito di essere arrivati secondi. “Un momento pazzesco, uno dei più belli della mia, della nostra vita”, ha detto Gentili, ricordando una medaglia che mancava e che era diventata quasi un’ossessione. Per Chiumento, alla sua prima Olimpiade da protagonista dopo essere stato riserva a Tokyo, il momento ha avuto un significato ancora diverso: “Ti rendi conto che hai fatto una cosa eccezionale”.
Ora il pensiero va a Los Angeles: il percorso passerà prima dalle prossime stagioni e dai Mondiali del 2027, con l’obiettivo di assicurarsi lo slot olimpico e preparare la barca alla nuova distanza. A Los Angeles, infatti, la gara sarà sui 1500 metri invece dei tradizionali 2000 e anche il campo gara sarà diverso, con il bacino inserito nella città. Rambaldi parla di una motivazione da trasformare in una “sana ossessione”, senza lasciare che diventi un peso. La strada è ancora lunga, ma il gruppo riparte dalla stessa idea che lo ha accompagnato finora: lavorare, divertirsi, perdere quando serve e tornare in barca per provare a vincere quando conta.




