Il nuovo Piano provinciale per la scuola digitale (PPSD) recepisce i risultati elaborati dal gruppo di lavoro, istituito dall’esecutivo nel maggio 2025 e composto da esperti del sistema scolastico, dell’università, della ricerca e dell’amministrazione provinciale. Il coordinamento organizzativo era stato affidato al sovrintendente scolastico Giuseppe Rizza, quello scientifico al docente ordinario all’Università di Bologna Pier Cesare Rivoltella. Il documento di aggiornamento e il piano d’azione costituiscono un unico impianto: il primo definisce la cornice culturale, pedagogica e strategica, il secondo la traduce in priorità, linee di intervento e strumenti per il sistema educativo trentino.
Il documento dialoga con i principali quadri di riferimento internazionali, a partire da DigComp, DigCompEdu e DigCompOrg elaborati dalla Commissione europea, accanto ai più recenti orientamenti UNESCO sulle competenze di docenti e studenti nell’era dell’intelligenza artificiale e a quelli OCSE, interpretandoli alla luce dell’autonomia del sistema provinciale e della qualità delle relazioni tra scuola, ricerca e territorio. Si supera così una lettura prevalentemente infrastrutturale del digitale, individuando come direttrici la trasformazione pedagogica, la crescita professionale del personale, la governance etica e organizzativa e il benessere digitale, inteso come dimensione della qualità educativa.
Il Piano affronta in modo esplicito i rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale: la delega eccessiva dei processi di pensiero, la protezione dei dati personali e l’affidabilità dei contenuti generati. Per governarli adotta un approccio centrato sulla persona, fondato su principi etici e accompagnato da tutele specifiche per studentesse e studenti. Allo stesso tempo ne valorizza le opportunità per la scuola: percorsi di apprendimento accessibili e inclusivi, un aiuto concreto al personale della scuola nella progettazione delle attività e strumenti che alleggeriscono il lavoro amministrativo e documentale.
“Il digitale e l’intelligenza artificiale non sono soltanto strumenti, ma ambienti cognitivi che richiedono una forte mediazione educativa - evidenzia il sovrintendente Rizza -. Per questo il Piano assume l’equità, l’inclusione e il benessere come criteri ordinatori dell’innovazione e chiede di investire sulle persone: docenti, dirigenti e personale scolastico devono poter interpretare e governare il cambiamento”.
L’obiettivo è offrire alle scuole e alle istituzioni formative del Trentino una direzione chiara, fondata sul piano culturale e sostenibile su quello operativo, capace di valorizzare le esperienze già maturate. Saranno le istituzioni stesse, nell’esercizio della propria autonomia e con il supporto degli enti provinciali preposti, a dare piena attuazione alle azioni previste dal Piano.
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