Competenza e spirito di servizio hanno segnato l’intero percorso professionale di Pedrotti. Il suo impegno si è tradotto in una presenza discreta e incisiva nella comunicazione delle attività dell’esecutivo provinciale, nella promozione dei grandi eventi (tra cui il Festival dell’Economia, con il coordinamento di decine di redattori, cameraman e fotografi e la gestione della copertura delle visite istituzionali dei rappresentanti del Governo), nell’accompagnare gli appuntamenti istituzionali più importanti per la comunità e nel raccontarne i momenti più complessi, a partire dalle emergenze di Protezione civile: la tempesta Vaia, che ha cambiato il volto delle nostre foreste; la pandemia (durante la quale le dirette quotidiane lo avevano portato nelle case dei trentini, offrendo informazioni ufficiali e aiutando i cittadini a orientarsi in una fase particolarmente delicata, oltre a supportare il lavoro dei media); la tragedia della Marmolada, quando l’Ufficio stampa era presente accanto agli operatori per offrire un punto di riferimento affidabile ai corrispondenti da tutto il mondo, assicurando aggiornamenti validati e tempestivi; e, ancora prima, il terremoto in Val Topina (Umbria) nel 1997. Il suo contributo organizzativo è stato essenziale anche in occasione dei Giochi invernali in Val di Fiemme, dove aveva strutturato la copertura sia nelle aree di gara sia nella sala operativa provinciale. “Mi gh’èro, io c’ero”, aveva detto.
“Crediamo molto nel diritto/dovere della comunicazione e siamo molto orgogliosi, anche se non di rado incompresi, del fatto che siamo dei giornalisti e come tali portati a seguire determinate regole deontologiche — aveva spiegato in un’intervista nel 2022 —. Questo significa operare cercando sempre la verità, con la consapevolezza che quella che esprimiamo è la verità di una fonte istituzionale, dichiarata fin dall’inizio. L’impegno è fare in modo che questa fonte sia il più possibile chiara, trasparente e accessibile a tutti, cittadini compresi”.
Il lascito professionale di Giampaolo Pedrotti sta nell’appello all’impegno professionale e di coscienza che aveva lanciato lo scorso dicembre, in un incontro pubblico con i colleghi del mondo dell’informazione locale: “Se svolgiamo questo lavoro è perché lo abbiamo scelto: facciamolo con onestà, correttezza e attenzione”. Un messaggio che sintetizza una visione della comunicazione come diritto e dovere, da esercitare con rigore e trasparenza.
Sotto la sua guida, è stato sviluppato un modello organizzativo capace di combinare l’impiego di strumenti tradizionali e digitali e di coordinare in modo unitario il sistema degli Uffici stampa degli enti strumentali della Provincia, attraverso il Tavolo della comunicazione. Tra le altre cose, ha ideato campagne di comunicazione e progetti editoriali radiofonici e televisivi con l’obiettivo di valorizzare l'Autonomia e rendere più accessibile l’insieme delle opportunità offerte dall’Ente. Infine, ha contribuito alla promozione del territorio anche come presidente della Trentino Film Commission, sostenendo produzioni cinematografiche e percorsi formativi ad hoc.




