Le domande per il nostro grande campione nazionale non possono che partire dall’avventura dell’’82, una “grande storia di uomini” come l’ha definita Myrta Merlino. “Per noi italiani - ha detto la conduttrice - quei ragazzi sono stati gli uomini dei sogni, una squadra che è partita con i peggiori auspici, unita intorno al grande leader Enzo Bearzot che è riuscito a dare fiducia ai suoi e a portare l’Italia sul tetto del mondo, in un momento storico particolarmente buio per il nostro Paese che usciva dagli anni di piombo. I ragazzi dell’’82 hanno riportato gli italiani in piazza e la luce sull’Italia intera: un’impresa omerica!”.
Marco Tardelli ha quindi raccontato della realizzazione di un suo grande sogno, un documentario che il campione ha fortemente voluto per onorare la figura di Bearzot, convinto che quella Coppa del Mondo fosse merito suo, un leader straordinario, capace di difendere i suoi giocatori e tenere la squadra coesa in ogni situazione e fino in fondo. Un documentario realizzato non senza difficoltà, approdato poi su Sky con il titolo “Italia 1982 - Una storia azzurra”, che si snoda tra interviste ai protagonisti e immagini d’epoca rarissime, un racconto inedito di un’impresa che ha segnato un’epoca e ha fatto sognare un popolo.
A proposito di sogni, Tardelli ha parlato anche della sua grande passione per il calcio e dei protagonisti che hanno condiviso questa carriera straordinaria. “Il mio sogno era giocare nel Pisa, la mia città. Poi la mia carriera ha preso il volo, in verità senza accorgermene, sono andato alla Juventus, anche se avrei voluto giocare nell’Inter”. “Marco è un sognatore realista - lo ha definito la sua compagna - che crede nei sogni e non smette di crederci finché non li realizza”.
Ma oltre alle vittorie e ai sogni di questa grande leggenda del calcio italiano, c’è stato spazio anche per accennare ad alcuni momenti particolarmente dolorosi che lo hanno colpito, come la perdita di due “pezzi di cuore”, di due amici e “fratelli di luce”, come Paolo Rossi e Gaetano Scirea. Campioni di sport e campioni nella vita. Campioni sul campo e campioni di valori. E’ proprio ispirandosi a loro che Marco Tardelli, coltiva il suo impegno, condiviso peraltro con Myrta, come ambasciatore dello sport. Esperienza che si concretizza anche partecipando annualmente al Change the World Model UN all’ONU, un’avventura che per Tardelli dura da ormai 13 anni e che lo porta a raccontare i valori dello sport a più di quattromila ragazzi provenienti da 140 nazioni. “La bontà di questa esperienza - ha spiegato Myrta Merlino - è di formare un’intera generazione mondiale a ricercare la Pace, a rifuggire la legge del più forte, a mettersi nei panni dell’altro, a trovare un punto d’incontro, nella convinzione che i valori dello sport, se applicati al nostro vivere come comunità possano rendere tutti migliori”.
Rispetto delle regole, fedeltà e lotta per ciò in cui si crede. Valori che hanno inevitabilmente riportato alla memoria la figura di Diego Armando Maradona: “Genio e sregolatezza, ma comunque un grande visionario, - ha ricordato Tardelli - ha scelto il suo popolo e non lo hai mai lasciato, l’Argentina e Napoli. Come Gigi Riva ha saputo interpretare la voglia di riscatto di un popolo, sardo nel caso di Riva, rinunciando a grandi occasioni personali. E Marco, uomo e campione leale, si riconosce molto in tutto questo.
Myrta Merlino ha recentemente presentato il suo libro “La bambina del miracolo. Storia della mia mamma geniale” (La nave di Teseo editrice).




