Intervistato da Andrea Elefante giornalista della Gazzetta dello Sport Marco Materazzi si è raccontato facendo riferimento al libro edito da Times Like These. Un volume particolare che non è la classica autobiografia, ma un viaggio raccontato attraverso cimeli, maglie, oggetti e oltre 250 fotografie in un intreccio fra memoria e tecnologia per delineare l’uomo e lo sportivo. Marco Materazzi, soprannominato “Matrix”, che grazie alla sua statura superiore al 1.90 è considerato uno dei più forti difensori centrali di sempre del calcio italiano, ha raccontato la genesi del libro: “Ho incontrato i miei ex compagni ma anche miei ex avversari di battaglie abbastanza crude sul campo e tutti hanno avuto la massima disponibilità per poter raccontare anche in video quello che avevamo vissuto in campo e fuori”.
Materazzi ha elogiato Ronaldo il fuoriclasse brasiliano suo compagno nell’Inter, “Per me lui è stato il più forte di sempre se si parla di calcio nell’era moderna”, ma ha ricordato anche gli amici Vieri, Gattuso e Del Piero. Tante le soddisfazioni prese con la maglia dell’Inter con il quale ha centrato lo storico Triplete nella stagione 2009/2010. Un trionfo per il difensore arrivato dopo il Mondiale in Germania del 2006 che ha segnato la sua vita come quella di tutti i suoi compagni della nazionale guidata da Lippi. Materazzi ha raccontato la differenza di sensazioni avute fra la notte di Berlino con la Nazionale e quella di Madrid con l’Inter: “A Madrid con l’Inter sapevamo di essere più forti di loro e poi il nostro mister Josè Mourinho aveva già detto che avremmo vinto 2-0 con il Bayern mentre a Berlino la Francia era più forte di noi ma per fortuna, come insegna il calcio e lo sport in generle, non vince sempre il più bravo ma quello che vuole vincere di più senza dimenticare che avevamo già sconfitto in semifinale la Germania per la gioia di tutti i nostri connazionali emigrati”.
L’uomo Materazzi che si è raccontato al pubblico del Festival dello Sport di Trento ha svelato anche la sua passione per la musica, fra Negramaro e Vasco, per il collezionismo di cimeli sportivi, fra cui la tuta firmata da Valentino Rossi e per i tatuaggi.




