Martedì, 17 Marzo 2026 - 12:47 Comunicato 669

Appuntamento giovedì 19 marzo alle ore 20.30 presso la Casa della SAT a Trento
La riscoperta del “Bagno di San Martino”

Nell’ambito del programma di attività culturali proposto dalla SUSAT, la Sezione Universitaria della SAT, giovedì 19 marzo, alle ore 20.30, a Trento presso lo “Spazio Alpino” alla Casa della SAT, in via Manci 57, verrà proposto al pubblico un incontro dedicato agli esiti della campagna di indagini condotte con metodo archeologico sui resti del bagno pubblico con annessa piscina noto come “Bagno di San Martino”, in piazza Centa a Trento. Ne parleranno Cristina Bassi, archeologa dell’Ufficio beni archeologici del Servizio tecnico soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento e Marco Gramola, studioso della Grande Guerra e componente la Commissione Storico Culturale e Biblioteca della SAT.
La serata viene proposta dalla SUSAT in collaborazione con il Servizio tecnico soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento e la Commissione Storico Culturale e Biblioteca della SAT. Ingresso libero.
Trento, piazza Centa, Bagno di San Martino [ Foto Archivio Ufficio beni archeologici PAT]

Era infatti noto che a Trento, nei decenni immediatamente precedenti al primo conflitto mondiale, esisteva un bagno pubblico dotato di una grande piscina. Nella piazza, interessata da recenti lavori per la realizzazione di un parcheggio interrato, gli archeologi della Soprintendenza per i beni culturali provinciale hanno condotto un accurato scavo stratigrafico che, se da una parte ha portato ad escludere un utilizzo dell’area prima dell’età moderna, ha altresì permesso di mettere in luce i resti della grande vasca natatoria del “Bagno di San Martino”. Il sito, realizzato negli ultimi decenni del XIX secolo, venne chiuso nel 1915 e l’invaso trasformato in discarica.
Qui sono quindi confluiti oggetti di vario tipo e natura, inutilizzati o inutilizzabili, appartenuti a coloro che abitavano nei pressi del Bagno. Questi reperti, recuperati ed adeguatamente restaurati, costituiscono oggi una straordinaria testimonianza della quotidianità degli abitanti che popolavano il quartiere, all’epoca alla periferia della città. 

(us)


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