Sabato, 03 Ottobre 2026 - 15:17 Comunicato 2913

Il “tocco” di Nadia Comăneci e il 10 perfetto

Nadia Comăneci ha festeggiato al Festival dello Sport di Trento un importante anniversario. Sono passati infatti cinquant'anni da quel luglio del 1976, alle Olimpiadi di Montreal, dove a soli 14 anni entrò nella leggenda vincendo tre medaglie d'oro. Non solo: la sua prestazione alle parallele asimmetriche è passata alla storia poiché la giovanissima atleta romena fu la prima ginnasta a ottenere un 10 perfetto dai giudici, oltre a essere la più giovane ginnasta a vincere i Giochi. Un risultato talmente unico, quel 10 perfetto, da non essere ancora previsto dal tabellone elettronico, che segnò un 1.0. “Avevo finito l’esercizio alle parallele – ha raccontato Comăneci – e credevo di aver fatto bene. Mentre l’arena rumoreggiava, ho guardato il tabellone e ho visto quel 1.0 senza capire. Poi il mio sguardo è andato al mio team. Loro pensavano fosse proprio un 10. In quell’esercizio, accanto a quanto previsto dalla prova di routine, avevo aggiunto qualcosa di mio, il tocco di Nadia.”
Io sono leggenda Nella foto: Nadia Comăneci [ Michele Lotti - Archivio Ufficio Stampa PAT]

A dialogare con Comăneci, sul palco del Festival, “il signore degli anelli” Jury Chechi, oro alle Olimpiadi di Atlanta. E non poteva non partire da quel risultato straordinario il racconto dell’incredibile carriera di Nadia. Una vita di sport, certo, ma anche una vita legata ai grandi eventi della storia. Nata e cresciuta in Romania sotto il regime di Ceaușescu, sin da piccola la sua energia fuori dal comune venne indirizzata dalla madre verso la ginnastica. I fatti le hanno dato ragione: in carriera Comăneci ha vinto cinque ori olimpici: 3 a Montreal (dove si è aggiudicata anche un argento e un bronzo) e 2 a Mosca, nel 1980 (dove ha vinto anche due argenti). 

Dietro a questi risultati, impegno e passione, sin da piccoli. “I bambini – ha detto Nadia Comăneci – devono fare sport per imparare da piccoli cos’è la fatica, stare con altri giovani, la vita sociale. E con lo sport impari valori che ti servono quando sei adulto. ”Come il valore dell’amicizia, della vicinanza alle tue compagne di squadra. “Perchè – ha spiegato Nadia rispondendo a una giovane ginnasta – le colleghe ti aiutano a migliorare, si cresce insieme.” 

Ma a segnare la vita di Nadia Comăneci non sono stati solo i risultati sportivi. Nadia venne strumentalizzata negli anni come un simbolo del regime anche se, ha precisato, “Grazie alla ginnastica ho potuto viaggiare e vedere il mondo, un’opportunità meravigliosa pagata dal governo”. A lasciare un segno è stata anche la fuga del suo allenatore negli Stati Uniti. Da lì in poi le cose non furono più le stesse. Sentì che il clima era diverso e nel 1989, poco prima della caduta di Ceaușescu, scappò dalla Romania e andò negli Stati Uniti, dove vive tutt'ora con il marito, il ginnasta americano Bart Conner, presente oggi in sala. Lo sport ha ancora un posto importante nella sua vita attraverso le sue academy, dove vuole trasmettere non solo tecnica ma anche valori. 

Il grande anniversario dei cinquant’anni dal 10 perfetto di Montreal meritava una torta, arrivata puntualmente sul palco del Festival accanto a un’altra torta, quella per i 30 anni dell’oro di Jury Chechi ad Atlanta. Assaggio dei dolci e abbraccio fra i due, seguito dall’omaggio a Nadia da parte di una nutrita rappresentanza della comunità romena in Trentino.

(ac)


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