L’appuntamento ha restituito il senso più profondo della coralità alpina, che in Trentino continua a essere un linguaggio condiviso e una forma di partecipazione capace di attraversare generazioni diverse, tenendo insieme memoria e presente. Nei cori si riconosce una comunità che canta per stare insieme, per tramandare storie e per dare voce a un’identità collettiva costruita nel tempo.
La ricorrenza ha quindi confermato il valore di questo patrimonio culturale e sociale, che continua a vivere grazie al contributo di migliaia di coristi. Oggi la Federazione Cori del Trentino riunisce oltre 200 cori e più di 6000 cantori, espressione di una vocazione collettiva unica. Celebrare questo centenario significa riconoscere una storia condivisa e l’impegno di generazioni che, attraverso il canto, hanno contribuito a costruire e diffondere l’identità del Trentino ben oltre i suoi confini.
A cento anni da quel primo passo, resta forte il legame con le origini. Fu infatti Nino Peterlongo, agli inizi degli anni Venti, a intuire il valore di un gruppo di giovani appassionati di canto, coinvolgendoli nella SOSAT e accompagnandoli fino allo storico esordio del maggio 1926 al Castello del Buonconsiglio. Da quell’esperienza, nata quasi spontaneamente, prese forma un percorso che avrebbe trovato forza e identità grazie anche al contributo di figure come Luigi Pigarelli, Antonio Pedrotti e Franco Sartori dando vita a un repertorio e a uno stile destinati a segnare in modo duraturo la storia della coralità alpina.
Il programma al Castello del Buonconsiglio si è poi completato con la presentazione del libro “Cordate vocali. Alle radici del nostro cantare”, con Gianluigi Montresor, del Centro Nazionale Coralità del CAI. Il volume, realizzato e pubblicato in occasione del decennale del Centro Nazionale Coralità del CAI (CNC) e del centenario dei cori SOSAT e SAT, oltre che un doveroso excursus “alle radici del nostro cantare”, offre diversi strumenti di conoscenza per tutti i coristi. Non solo il piacere di cantare, quindi, ma anche la consapevolezza di far parte di un patrimonio secolare che abbiamo il dovere di salvare e di trasmettere alle nuove generazioni.
All’Auditorium Santa Chiara, poi, il concerto congiunto dei Cori SOSAT e SAT. Un’esibizione in forma essenziale, con allestimento in camera acustica e senza amplificazione, con oltre settanta coristi sul palco, in un programma articolato in due tempi della durata complessiva di circa un’ora e mezza. Il concerto nasce per restituire al pubblico la forza espressiva e l’autenticità del canto corale alpino e anche per una finalità solidale, con il ricavato destinato a La Rete Società Cooperativa Sociale Onlus.
Il percorso del centenario proseguirà nel corso di tutto il 2026, coinvolgendo l’intero sistema corale trentino. Tra i prossimi appuntamenti, spicca la Festa della Federazione Cori del Trentino in programma il 6 giugno in Piazza Duomo, con la partecipazione dei Cori SOSAT e SAT, del gruppo vocale internazionale dei King’s Singers e delle voci bianche, insieme ad altri eventi diffusi sul territorio, dalla montagna alla città.




