Nel corso dell’iniziativa, veterinari ed esperti hanno approfondito gli aspetti legati all’educazione, alla conduzione e alla gestione dei cani da guardiania, contribuendo a rafforzare le competenze e la consapevolezza dei partecipanti. All’appuntamento era presente anche il presidente della Federazione provinciale allevatori Giacomo Broch, accanto al dirigente del Servizio Faunistico Alessandro Brugnoli e al responsabile del Settore grandi carnivori Claudio Groff, che hanno sottolineato l’importanza di investire sulla prevenzione e sulla formazione, portando anche il saluto dell’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca con delega ai grandi carnivori Roberto Failoni.
I cani da guardiania, insieme ad altre misure come le recinzioni elettrificate e la presenza costante del pastore in alpeggio, si confermano tra gli strumenti più efficaci per ridurre e contenere al minimo il rischio di attacchi al bestiame. L’interesse verso questa soluzione gestionale è in costante crescita: alla fine del 2025, i cani da guardiania acquistati con contributi provinciali fino al 90% del costo risultano essere oltre un centinaio. A questi si aggiungono gli acquisti effettuati autonomamente dagli allevatori, i cani allevati direttamente in azienda e gli scambi fra operatori, a conferma di una pratica che si sta progressivamente consolidando sul territorio.
Durante l’incontro, un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla corretta convivenza fra attività zootecniche ed escursionisti, con l’obiettivo di prevenire eventuali situazioni di criticità. In presenza di bestiame presidiato da questi animali è fondamentale mantenere la calma e aggirare l’area senza avvicinarsi al gregge o alla mandria; tenere il proprio cane al guinzaglio, per evitare possibili interazioni e - qualora i cani da guardiania manifestino un atteggiamento aggressivo - non correre ma allontanarsi lentamente. In bicicletta, è invece opportuno scendere dal mezzo e proseguire a piedi fino a essersi allontanati dall’area.




