“Me lo sono goduto come se fosse stato un film” ha detto Fabbri raccontando la serata di Birmingham. “Nei giorni precedenti avevo addosso una pressione che sembravo un soldato pronto a fare la guerra”. La tensione della giornata era forte anche perché il lancio del peso è l’unica gara che si svolge in due parti, una al mattino e una alla sera quindi “quando ho vinto è stata una goduria”.
Pur essendosi fermato dietro all’amico, anche Zane ha potuto raccontare di un traguardo particolarmente sentito: “È stato un bellissimo anno anche perché proprio a maggio è nato il mio bimbo. Il problema è che dorme poco e non è stato facile trovare l’equilibrio per riuscire a realizzare la gara più importante dell’anno. Ora però abbiamo trovato il ritmo giusto e posso guardare al futuro con fiducia”.
Per entrambi il segreto per potersi superare in questo sport è la continuità. “In passato – ha rivelato Fabbri - mi creavo da solo tanta aspettativa. Mi caricavo, invece di godermi tutto il viaggio. Un allenamento fatto male per me era un disastro ma ho imparato a fregarmene. Dopo Roma ho capito di essere forte, è come se mi fossi liberato di catene che non mi facevano godere del percorso e ho capito che anche sbagliare è importante. Infatti il mio record è arrivato un mese dopo Parigi in cui sono arrivato quinto ma, continuando a lavorare, sono convinto di poter fare più del 22,98 metri”, il primato nazionale stabilito da Fabbri durante le finali della Diamond League a Bruxelles.
Una continuità che può essere esercitata grazie alle loro squadre sportive a cui entrambi hanno dedicato parole di gratitudine. Entrambi fanno a base a Schio dove sono allenati da Paolo Dal Soglio, ma appartengono a due squadre diverse: Fabbri è nell’Aeronautica e Weir nelle Fiamme Gialle.
“Se faccio un confronto con altri paesi – ha detto Weir che è nato in Sudafrica ed stato naturalizzato italiano dal 2021 – posso dire che questa è una grande possibilità che l’Italia offre”.
A proposito della sua storia personale ha raccontato: “Conoscevo Paolo grazie ai raduni e con il team italiano mi sono sempre trovato molto bene. Mio nonno Mario aveva origini triestine e ho potuto chiedere di gareggiare per l’Italia quando ho deciso di fare sul serio. Sono arrivato qui sette giorni prima del lockdown così Paolo e la moglie mi hanno offerto ospitalità. Dovevo rimanere con loro un paio di settimane e sono rimasto sette mesi e ora siamo molto amici”.
Ora la fiducia nel futuro di entrambi è tutta rivolta a Los Angeles.
“Il getto del peso ha raggiunto un livello molto alto e noi ci stiamo preparando. Ci aspettano degli anni molto belli, anche per gli spettatori. Sto contando i giorni a Los Angeles” ha chiosato Fabbri.




