L’impresa sociale SpiniPizza è costituita da quattro soggetti con quote paritarie: la cooperativa sociale Kaleidoscopio, la Comunità Murialdo, Apas Odv e Consolida Scs. SpiniPizza sarà il soggetto gestore della pizzeria formativa e rappresenta uno degli esiti più significativi del Distretto. “Il metodo della coprogettazione è impegnativo, ma vincente: consente di costruire iniziative solide, capaci di durare nel tempo e di produrre cambiamenti reali” ha sottolineato il dirigente generale Andrea Ziglio.
Nel ripercorrere lo sviluppo del progetto, la dirigente Federica Sartori ha evidenziato come “si sia passati in modo coerente dalla definizione del modello di gestione all’attivazione delle due grandi aree di intervento, “Dentro & Fuori carcere” e “RistorAZIONE”. Oggi siamo nella fase decisiva dell’allestimento e della costruzione del punto di ristorazione, con l’obiettivo di strutturare in tempi rapidi anche il supporto dei soggetti sostenitori del Distretto, valorizzando competenze diverse e complementari. Il Distretto rappresenta un punto di riferimento che rende possibile e riconoscibile una collaborazione pubblico-privato ampia e strutturata”.
Il presidente di SpiniPizza Srl, Leonardo Costantini, ha ribadito la portata dell’iniziativa: “Abbiamo due macro obiettivi: la formazione al lavoro e la possibilità concreta di affacciarsi al mercato occupazionale. SpiniPizza sarà un contesto protetto, ma una vera impresa di ristorazione, sostenibile anche dal punto di vista economico. È un’esperienza unica nel panorama nazionale, che dialogherà con la cittadinanza e con il territorio. Stiamo costruendo un team interno e alimentando competenze: oggi 30 persone si stanno formando tra pizzeria, cucina e sala. L’attività sarà aperta sei giorni su sette, con tre sere alla settimana, in un contesto esterno alla città, accessibile e con grandi potenzialità anche per eventi socio-culturali”.
Nel corso dell’assemblea è stato lanciato anche un appello ai soggetti sostenitori del Distretto e al mondo imprenditoriale, affinché affianchino in modo operativo la fase di allestimento e di avvio della pizzeria, contribuendo a rendere il progetto ancora più solido e condiviso.
Un percorso che, come ricordato anche dalla direttrice della casa circondariale Annarita Nuzzaci, rappresenta una sfida collettiva: “Chi ha sbagliato può cambiare, ed è dovere e interesse della società aiutare questo cambiamento”.




