Alla Fondazione Caritro sono intervenuti Pietro Franceschi, Stefano Corradini e Marco Stefanini (Fondazione Edmund Mach), Jasmine Chini (Consorzio Melinda), Viola Scalet (studentessa dell’ Istituto Tecnico Agrario di San Michele all’Adige).
Moderata dal giornalista Gianluca Dotti, collaboratore del Sole 24 ore, con la presenza dell'assessore all'agricoltura e promozione dei prodotti trentini della Provincia, Giulia Zanotelli, la tavola rotonda ha messo al centro l’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale per l’efficientamento aziendale, la transizione verso un’agricoltura più sostenibile attraverso la riduzione degli input chimici e l’adozione di soluzioni agronomiche innovative come i vitigni “resistenti” e la razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica nei campi.
“L’agricoltura è un settore che in Trentino ha fatto passi da gigante in tema di innovazione - ha evidenziato l’assessore Giulia Zanotelli -. Coltivare l'agricoltura vuol dire anche irrigazione perché il tema dell’ acqua nel settore agricolo è prioritario e lo sarà sempre più in futuro, quindi diventa importante investire in infrastrutture e bacini”. Ecco dunque l'esigenza di una diversa e attenta pianificazione della gestione della risorsa idrica e la disponibilità di strumenti per gestirne una distribuzione razionale e ottimale. E il progetto IRRITRE coordinato dalla PAT che coinvolge FEM, FBK e Trentino Digitale va proprio in questa direzione.
“Innovazione in agricoltura - ha detto Stefano Corradini - significa produrre di più e meglio sprecando meno risorse. Ci troviamo nel passaggio da agricoltura tradizionale allo smart farming dove l'uso di tecnologie digitali e pratiche sostenibili ottimizza il lavoro nei campi, riduce l'impatto ambientale e aumenta la redditività”. Il supporto della FEM alla “nuova “ agricoltura è quello di fornire dati armonizzati e informazioni precise per una gestione ottimizzata dell’intera filiera produttiva.
Oggi i cambiamenti sono più rapidi e complessi e servono nuove competenze per affrontare le sfide, quindi gli investimenti in ricerca e sviluppo diventano imprescindibili, ha evidenziato Jasmine Chini di Melinda, come il rafforzamento delle collaborazioni con gli enti di ricerca. Innovazione varietale come risposta anche al cambiamento climatico: il miglioramento genetico della FEM - illustrato da Marco Stefanini - ha questo scopo, cercando di decidere i genitori degli incroci per i caratteri importanti, per aumentare l'appetibilità dei frutti o per aumentare anche la sostenibilità della produzione.
Dati, sensori, droni e intelligenza artificiale sono un elemento fondamentale di questa innovazione - ha proseguito Franceschi - e in questo contesto è necessario un grande processo di mediazione culturale e di formazione per rendere la tecnologia “a misura” degli agricoltori e gli agricoltori capaci di sfruttare e guidare il processo di innovazione. La FEM è attiva e svolge un ruolo fondamentale proprio in questa zona di confine tra ricerca e trasferimento tecnologico. Infine, le aspettative dei giovani e dei futuri imprenditori agricoli. Serve un cambio di mentalità - ha detto la giovane studentessa Scalet - per trasformare la produzione tradizionale in un'imprenditoria responsabile che garantisca risorse e opportunità alle generazioni future”.




