Giovedì, 01 Ottobre 2026 - 19:40 Comunicato 2854

Carnevali, la Juventus nel destino: “Qui per vincere”

La Juventus dei nove scudetti consecutivi (dal 2011/2012 al 2019/2020), quella degli “Invincibili”, sembra ormai un lontano ricordo per i suoi tifosi. Ma per Giovanni Carnevali, da pochi mesi amministratore delegato e direttore generale dei bianconeri, l’obiettivo è riportare la società a competere per il vertice del campionato nazionale e delle competizioni europee. Al Festival dello Sport di Trento, Carnevali ha ripercorso non solo i suoi tredici anni al Sassuolo, ma anche quei giorni frenetici in cui, dopo la telefonata di John Elkann (definito dal direttore “Una persona straordinaria”) a giugno, ha scelto la Juventus per rincorrere il messaggio che Giampiero Boniperti ha inciso nel cuore della tifoseria più numerosa d’Italia: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.
La Juventus nel destino Nella foto: Giovanni Carnevali [ HOLNEIDER Alessandro]

“La Juventus è già competitiva. I tifosi sono straordinari, hanno vinto tanto e vogliono vincere ancora. Quando? Fosse per me, già domani. L'Europa League? Impegnativa, ma puntiamo ad arrivare in fondo”. Così Carnevali, durante la prima giornata del Festival dello Sport di Trento, intervenuto alla Filarmonica per fare il punto sulla sua nuova avventura in bianconero cominciata all’inizio di quest’ultima estate. “Per prima cosa, volevamo cambiare più giocatori possibili e lo abbiamo fatto. Ora vogliamo costruire una base solida per il futuro” ha spiegato l’ad bianconero, soffermandosi poi anche sull’importanza dei giocatori italiani nel nostro campionato: “Con il Sassuolo solo Vicario in campo? L’idea vuole essere quella di creare più italianità. Vogliamo cercare questi giocatori, anche se non è facile in un mercato internazionale così ampio”. E su mister Luciano Spalletti: "Un allenatore che sa insegnare. Abbiamo bisogno di persone così".

Passare dal Sassuolo alla Juventus, inevitabilmente, ha esposto Carnevali anche ad una maggiore pressione. Fattore questo che però lo sta stimolando a lavorare al meglio: “Il quarto posto non è un obiettivo. Vogliamo vincere. Certo, bisogna trovare la strategia giusta, ma puntare solo ad entrare in Champions League è limitativo. Purtroppo oggi in tanti ragionano così, ma quello è business e non più calcio. Pensiamo inoltre al calciomercato: il contesto italiano non riesce ad acquistare giocatori da settanta oppure ottanta milioni. Ma ogni tanto bisognerebbe fermarsi e ragionare su queste cifre”.

E poi, il ‘metodo Carnevali’ per l’acquisto dei giocatori: “Fondamentale vederli dal vivo, più volte, ma anche conoscerli, parlarci, capire se oltre alle qualità tecniche ci sono anche quelle umane. Oltre al calciatore, servono uomini con cuore e testa, che possano insegnare ai ragazzi più giovani oppure, nel caso di questi ultimi, che abbiano voglia di imparare da giocatori più esperti”.

(nm)


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