Protagonista della giornata sarà quindi il rapporto tra diritti e contrasto allo stigma, che non significa solamente modificare le rappresentazioni sociali della malattia mentale, ma anche creare condizioni concrete affinché le persone possano esercitare scelte e autodeterminazione, partecipando alle decisioni che le riguardano ed essendo protagonisti dei propri percorsi di cure e della vita di comunità.
«Ascoltare la voce delle persone con esperienza diretta è fondamentale, ma non è sufficiente – sottolinea Antonio Lasalvia, direttore del Dai transmurale salute mentale di Asuit e professore di psichiatria dell’Università di Trento – occorre passare dall’ascolto alla partecipazione e dalla testimonianza alla co-produzione, riconoscendo il sapere esperienziale come una forma di conoscenza e di competenza che può dialogare con il sapere professionale e con quello prodotto dalla ricerca scientifica ».
Per questo, a fianco di professioniste e professionisti del settore e della ricerca, anche persone con vissuto diretto, familiari e realtà del terzo settore che operano nell’ambito interverranno per portare la loro esperienza, per riflettere insieme su come trasformare i diritti in esperienze concrete di partecipazione e appartenenza, confrontandosi su modelli e pratiche per promuovere inclusione e cittadinanza.
Un concetto, quello di integrazione tra esperienza e pratica, che non rappresenta una novità sul territorio trentino, l’obiettivo oggi è consolidare questo patrimonio, rendendo la partecipazione di utenti e familiari, così come il contributo degli esperti in supporto tra pari, componenti sempre più strutturali dei servizi.
La giornata si chiuderà con una tavola rotonda incentrata sul ruolo che possono giocare istituzioni, media e comunità nell’ambito dello stigma, dei diritti e della responsabilità sociale, mettendo a confronto le prospettive dei rappresentanti di queste categorie.
Il convegno si inserisce nel contesto del «Fòra Fest»: una nuova rassegna culturale diffusa dedicata al tema della salute mentale e all’inclusione, nata dalla collaborazione tra il Dai transmurale di salute mentale di Asuit, Consolida e le realtà della cooperazione sociale trentina. Gli incontri, laboratori e altri eventi organizzati dai centri salute mentale di Asuit andranno in scena in tutta la provincia. «Biblioteca vivente – un libro non si giudica dalla copertina!» è un appuntamento per ascoltare le storie da parte di chi le ha vissute in Piazza cal di ponte a Mori giovedì 8 ottobre (dalle 9 alle 13) e in Piazza municipio a Cles mercoledì 14 ottobre (dalle 9 alle 13). La mostra fotografica «Trame di cura – oltre le catene dello stigma» si potrà visitare da sabato 10 a lunedì 19 ottobre a Rovereto alla Casa Antonio Rosmini, con orari: 10-12; 15-18. In occasione dell’ultimo giorno di apertura dell’esposizione, alle ore 18.15 è anche previsto un incontro aperto al pubblico. Sabato 10 ottobre dalle 15 alle 19, al Muse, si svolgerà «Chiedimi come sto – Per guardare alla salute mentale senza stereotipi», evento dedicato all’esplorazione delle proprie emozioni e alla riscoperta dell’ascolto di sé e degli altri. L’ingresso è gratuito, con iscrizione obbligatoria. Appuntamento mercoledì 14 ottobre all’Urban center di Rovereto per la proiezione del docufilm «Happy days» (due proiezioni, ore 17 e 20.30), realizzato durante un percorso di musico-danza terapia del centro salute mentale di Rovereto.
(ldd)




