Dopo il successo delle prime due stagioni, inizierà nelle prossime settimane la registrazione di cinque nuovi episodi di “Boomer si nasce” per proseguire nel percorso di esplorazione del mondo di adolescenti e giovani su questioni relative all’universo digitale e al ruolo che questo ha nelle loro vite. Si parlerà dunque di temi come l’età giusta per il primo smartphone, screen time, gestione della privacy e attenzione ai contenuti sensibili.
«Il progetto - spiega Luca Ferrario, direttore di Trentino Film Commission - è nato con l’obiettivo di favorire il dialogo tra generazioni, offrendo agli adulti uno sguardo diretto sul linguaggio, le abitudini e le dinamiche sociali della Generazione Z nel mondo digitale. In uno spazio di confronto autentico e informale, i partecipanti avranno l’opportunità di accompagnare gli ascoltatori nella vita online e offline dei ragazzi di oggi, contribuendo a comprendere i cambiamenti culturali che caratterizzano il presente».
La prima stagione si è concentrata sul linguaggio. In ogni puntata si traducevano parole ed espressioni utilizzate dalla Generazione Z, come “cringe” o “fare una live”, per raccontare il rapporto dei più giovani con internet e i social media. La seconda ha analizzato le relazioni ai tempi dei social, in cui ragazzi e ragazze hanno raccontato come vivono oggi i rapporti, i legami e l’amore attraverso la rete.
Se nelle prime due stagioni erano i giovani a fare da guida, la novità della terza edizione sarà l’apertura a un vero confronto intergenerazionale. Accanto ai giovani, infatti, avrà spazio anche la voce degli adulti in un dialogo condotto ancora una volta da Luca Ferrario, affiancato da esperti.
“Boomer si nasce” fa parte di Educa Immagine+, il progetto di educazione ai linguaggi del cinema e dei media realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. (c.g.)




