Lunedì, 23 Marzo 2026 - 15:41 Comunicato 743

La visita alla “Legnami Grumes”
Spinelli: “A Grumes una risposta di sistema”

“E’ sempre motivo di gioia vedere famiglie di imprenditori che hanno vissuto un momento particolarmente difficile e drammatico poter proseguire con la propria attività economica forte, rinnovata e aumentata rispetto al passato, con un ritrovato entusiasmo. E’ motivo di orgoglio per la Provincia, aver partecipato, insieme a Trentino Sviluppo, ad un sistema che aiuta e accompagna le imprese nei momenti di difficoltà, anche con il supporto indispensabile dei soggetti privati e della comunità, così come è successo qui a Grumes: dove tutti gli attori coinvolti hanno dato il meglio per trovare soluzioni veloci e adatte al momento particolare vissuto dall’azienda e che generassero fiducia immediata per una pronta ripartenza": questo il commento del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro che questa mattina ha visitato lo stabilimento della “Legnami Grumes” nel comune di Altavalle, ricostruito dopo essere stato colpito da un incendio nel giugno del 2024 e oggi ampliato anche con un nuovo capannone realizzato vicino alla struttura ricostruita.
visita dell'assessore Achille Spinelli alla ditta “Legnami Grumes” [ Archivio Ufficio Stampa PAT]

Accolti dai titolari Roberto e Marcello Santuari, alla visita hanno partecipato anche Andrea De Zordo, presidente dell'Associazione Artigiani Confartigianato Trentino, e Matteo Daprà, presidente Federazione Legno Artigiani.

L’azienda, che ha carattere familiare anche se vi lavorano alcuni dipendenti ed altri potrebbero arrivare con l’ampliamento della struttura, è giunta alla quarta generazione, con il cognato Andrea e il nipote Filippo. Esegue varie lavorazioni in legno (come morali, listelli, tavole per imballaggi, tavole per case in legno, pallets su misura, ma anche segatura e cippato) per clienti che si trovano anche in varie regioni del nord Italia, come Lombardia, Veneto e Piemonte.

Il 19 giugno 2024 un incendio l’ha colpita causandone la distruzione.
Per ripartire, hanno spiegato i titolari, oltre al loro lavoro e a quello dei dipendenti, è stato fondamentale il supporto ricevuto dalla famiglia, dalla comunità, dal mondo del credito, da quello assicurativo, dai colleghi di altre aziende che hanno contribuito alla continuità delle attività, dagli stessi clienti che sono rimasti con l’azienda e anche dalla Provincia. L’investimento complessivo, per la ricostruzione e per il nuovo capannone, è stato di oltre cinque milioni di euro ed ha visto, come hanno evidenziato i titolari, le lavorazioni e le forniture affidate quasi interamente ad aziende del territorio o comunque trentine. Il nuovo capannone, realizzato su un terreno di nuova acquisizione, è dotato di impianti e macchinari nuovi.

(lr)


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