“Siamo consci che la situazione sia complicata e comprendiamo l’apprensione degli allevatori – ha spiegato alla platea il presidente Fugatti -. Da parte nostra abbiamo cercato il miglior compromesso per salvaguardare le aziende. Sapendo che l’intervento richiede del tempo, siamo disponibili a incontrare le aziende per costruire il miglior percorso utile a risanare la situazione. Invitiamo ogni allevatore a segnalare tempestivamente ogni nuova situazione che si dovesse verificare”.
“La nostra priorità – ha dichiarato l’assessore Zanotelli - è quella di mettere in campo un piano di risanamento per recuperare la condizione di territorio indenne da IBR sull’intero territorio provinciale per tutelare e valorizzare l’attività di allevamento ed evitare il rischio della chiusura delle stalle. Abbiamo messo in campo ogni sforzo nell’intento di salvaguardare l’attività degli allevatori da un lato, dall’altro salvaguardare un patrimonio zootecnico quale asset importante e fondamentale per il Trentino e di conseguenza il nostro territorio montano”.
Alla presenza del dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio, del sindaco di Ala Stefano Gatti, del vicesindaco di Avio Marino Salvetti e del presidente della Federazione Provinciale Allevatori Giacomo Broch, il direttore del Coordinamento dell’unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria Roberto Tezzele ha spiegato come l’Ibr sia monitorata in tutta Europa da quasi 30 anni (si effettuano controlli regolari sul latte o sul sangue). In Trentino i primi casi si sono registrati la scorsa estate in bassa Vallagarina e hanno comportato l’abbattimento degli animali contagiati. Il fenomeno, dovuto al contagio con animali infetti di allevamenti appartenenti ad aziende venete, si è aggravato in questo inizio di 2026. Si sono infatti notati diversi contagi negli allevamenti di Avio. Il piano elaborato si svilupperà in un periodo temporale di tre anni e prevede l’individuazione di malghe isolate per l’alpeggio dei capi provenienti da allevamenti positivi, ulteriori misure per evitare la contaminazione indiretta durante le operazioni, lo spostamento dei capi verso le malghe e nel rientro verso valle, l’implementazione di misure di biosicurezza e lo svolgimento di test per la positività all’Ibr prima e dopo l’alpeggio.
Stella Caden, sostituto dirigente del Servizio agricoltura, ha illustrato le caratteristiche di un intervento di carattere straordinario che la Giunta provinciale sta predisponendo e che si sostanzierà nella concessione di aiuti attraverso un bando "a sportello", mediante il quale sarà possibile presentare domanda di sostegno per la compensazione delle perdite registrate dall’abbattimento dei capi infettati da Ibr. La domanda di aiuto andrà corredata da un piano di azione che ogni singolo allevatore concorderà con i servizi veterinari, dove saranno riportati specifici tempi, oneri, impegni delle singole parti e buone pratiche, in un processo collaborativo di reciproco impegno volto a monitorare l’andamento della enzoozia e ad attuare il necessario programma di risanamento.
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