A presentare lo scenario globale che caratterizza la produzione lattiero-casearia, la relazione di Mirco De Vincenzi e Alberto Lancellotti, senior analyst – dairy di Clal, che ha approfondito, in particolare, l’andamento dei costi di produzione e presentato un confronto della remunerazione dei formaggi con quella del latte nella storia. “Le tensioni geopolitiche internazionali, – ha detto Lancellotti – in particolare il conflitto in Medio Oriente, stanno incidendo significativamente sui mercati degli input energetici e agricoli, determinando un aumento dei costi lungo tutta la filiera agroalimentare. Nel settore lattiero-caseario si osserva un aumento della produzione di latte a livello globale, europeo e nazionale. La domanda, tuttavia, si mantiene solida, come evidenziato dai dati export del 2025. In risposta alla maggiore offerta, i prezzi delle principali commodity lattiero-casearie europee hanno mostrato una moderazione dopo i picchi registrati. I ricavi complessivi risultano in calo rispetto ai massimi del 2025, con attese di una lieve flessione anche per il prezzo del latte alla stalla. In Italia, – ha concluso – l’aumento della produzione ha trovato sbocco soprattutto nei formaggi DOP, che assorbono circa il 46% del latte nazionale, garantendo una valorizzazione superiore alla media europea. Tuttavia, la maggiore disponibilità ha portato a un ridimensionamento dei prezzi del Grana Padano, pur mantenendosi su livelli elevati. Permangono criticità nel mercato del latte spot, che fatica a coprire i principali costi di produzione. Un segnale positivo emerge infine dall’andamento stagionale delle consegne, che potrebbe indicare un rallentamento dell’offerta nella seconda parte dell’anno”.
Dinamiche che impattano in maniera significativa sulla produzione di grana e, più in generale, sul lavoro di allevatori e caseifici, come ha evidenziato Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano, che ha presentato le dinamiche che caratterizzano il settore di produzione del Grana Padano e le strategie produttive messe in atto dal consorzio di tutela. “Nel 2025 – ha spiegato Berni – i consumi di grana padano sono cresciuti del 2,6%. In particolare, i consumi sono aumentati dl 2,2% in Italia, pari a circa 56mila forme, e il 3% all’estero, apri a 80 mila forme. Recentemente – ha poi anticipato – abbiamo sviluppato alcune iniziative insieme a Trentingrana, perché siamo convinti che promuovere l’alta qualità della produzione trentina, riconoscendolo come prodotto di eccellenza, possa essere un investimento a vantaggio di tutta la nostra produzione”.
Le scelte compiute, a livello provinciale, da Trentingrana sono state illustrate da Simone Bonapace, responsabile commerciale e marketing di Concast, e da Franco Paoli, affiancatore di Trentingrana Concast, che hanno spiegato le scelte commerciali del consorzio, con un focus sulla decisione di investire nel reparto per la grattugia del formaggio e nella valorizzazione delle rimanenze della lavorazione e sul valore aggiunto che un sistema come quello cooperativo può garantire a tutta la base sociale, costituita da 13 caseifici che rappresentano oltre 600 allevatori.
Il quadro è stato completato da Marco Ramelli, direttore generale di Concast, che ha esposto i dati di bilancio 2025 del consorzio e le previsioni per il 2026, anticipando i principali progetti che vedranno il consorzio impegnato in futuro.
La dimensione europea ha trovato spazio nelle parole dell’europarlamentare Herbert Dorfmann, che in un videomessaggio da Bruxelles ha presentato le prospettive per il settore agricolo e l’evoluzione della Pac. “Il 2026 – ha affermato – sarà un anno essenziale per la politica agricola europea perché verranno definite le risorse per il settore agricolo e gli ambiti di intervento fino al 2035. Quello che stiamo chiedendo al Parlamento è un finanziamento in linea con quello degli anni passati e il riconoscimento del ruolo decisionale degli enti locali, come le Province autonome di Trento e Bolzano”.




