Il recupero della fontana è reso possibile dal mecenatismo della famiglia Pellegrini, leader nel settore dell’office printing e della digital transformation. Il lavoro di restauro sarà visibile al pubblico grazie ad una “finestra” realizzata in fase di allestimento che permetterà di osservarne tutte le fasi. Un sentito ringraziamento per l’attenzione al museo e alle sue meraviglie è quello che rivolge il direttore arch. Cristina Collettini: “Quello del restauro della Fontana dei Leoni è un esempio significativo di vicinanza del privato al bene culturale che è prima di tutto un bene della collettività. Partecipare alla restituzione al pubblico di un’opera del passato è una dimostrazione di profondo rispetto della tradizione e delle radici storiche nella convinzione che è compito di chi opera nel presente preservare al futuro il passato quale memoria.”
L’intervento segna un momento simbolico per il gruppo: l’estensione al Trentino del proprio impegno nella Responsabilità Sociale d’Impresa, in occasione dell’acquisizione della storica realtà locale trentina Villotti Group. Sofia Pellegrini, amministratore delegato di Pellegrini Spa e Villotti Group Srl: “Vogliamo estendere anche a Trento il nostro impegno per la Responsabilità Sociale d’Impresa, un impegno che da un secolo accompagna nella nostra famiglia quello per la costruzione di una realtà economica solida e affidabile, interlocutore autorevole a servizio delle aziende del territorio. Impresa e Cultura non sono mai state così vicine, ben armonizzate nei valori che da sempre ci guidano”. Ora questa attenzione si estende anche al Trentino, dove Pellegrini Spa è presente dal 2024. Fondaco Italia è la società di consulenza guidata da Enrico Bressan, che ha coordinato questo percorso di mecenatismo iniziato dalla famiglia Pellegrini. Enrico Bressan – Fondatore di Fondaco Italia: “L’impegno in favore della valorizzazione dei beni culturali che la famiglia Pellegrini si è assunta come obiettivo di supporto all’agire imprenditoriale, rappresenta un modello intelligente e concreto di responsabilità ed esempio per il mondo produttivo. La tappa del Buonconsiglio è l’arrivo di un percorso iniziato a Venezia che segue lo sviluppo del gruppo e rappresenta una modalità di presentazione alla città di Trento all’insegna della fattiva collaborazione”.
Addossata a una parete intonacata, la fontana si distingue per la sua scenografica nicchia in travertino vacuolare, pensata per evocare la natura selvaggia delle cavità naturali. Al centro, una vasca circolare in pietra ammonitica scolpita accoglie il getto d’acqua, incorniciata da due teste leonine in pietra d’Istria, simboli storici di forza e protezione. L’intero complesso è cinto da una seduta in rosso di Verona, che ne sottolinea la funzione di luogo di sosta e contemplazione. Il restauro, che si concluderà a luglio 2026, prevede un’articolata serie di fasi tecniche: dalle indagini diagnostiche alla pulitura con microfrese, fino alla desalinizzazione e alla protezione finale delle superfici lapidee, con l’obiettivo di restituire alla città la piena leggibilità dei dettagli e dei materiali originali. Il progetto vede la collaborazione di eccellenze nel campo della conservazione e del coordinamento: Lares Restauri la ditta veneziana incaricata dell’esecuzione materiale dei lavori, esperta in interventi su materiali lapidei complessi. Fondaco Italia: società di consulenza guidata da Enrico Bressan, che ha coordinato il percorso di mecenatismo iniziato dalla famiglia Pellegrini già a Venezia. Lo staff del museo coordinato dall’architetto Adriano Conci con la collaborazione della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento cureranno l'alta sorveglianza scientifica sull'intero cantiere. Questo restauro rappresenta non solo un atto conservativo, ma un modello di collaborazione fattiva tra il mondo produttivo e le istituzioni museali, confermando il Castello del Buonconsiglio come fulcro dell’identità culturale trentina.




