La palafitta della torbiera Carera di Fiavé, Patrimonio Mondiale UNESCO, è uno dei più importanti siti palafitticoli dell’arco alpino. Grazie agli scavi archeologici, diretti da Renato Perini e ai quali aveva preso Franco Marzatico tra gli anni ‘60 e ‘90 del Novecento, il sito ha restituito diverse fasi di frequentazione umana, dal Neolitico all’età del Bronzo recente, cioè dalla prima metà del quarto millennio a.C. al XIII secolo a.C. circa. L’eccezionale stato di conservazione delle evidenze è dovuta all’ambiente torboso umido che ha permesso la conservazione di materiali organici quali legni, semi e perfino frutti, che in un contesto asciutto non verrebbero preservati. Questo ha comportato la sopravvivenza fino a noi di fotografie di vita quotidiana quasi intatte e migliaia di reperti e strutture in ottimo stato di conservazione.
La riprese delle ricerche è volta alla verifica delle condizioni di conservazione del deposito archeologico, alla tutela del sito e all’eventuale adozione di misure di contenimento del degrado delle strutture in legno. Altri motivi sono connessi alla ricerca, a fronte delle nuove potenzialità dell’archeometria e della bioarcheologia contemporanea. Lo scavo, che interessa un’area di circa 12 metri quadrati, permetterà di sondare il potenziale informativo di questo straordinario contesto archeologico e programmare con maggiore consapevolezza una nuova fase della ricerca archeologica a Fiavé.
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