Il “Green Energy Innovation Hub” nasce con l’obiettivo di offrire alle startup promettenti percorsi di incubazione, integrazione, accesso al mercato e scale-up, nonché di reperire le risorse finanziarie e coinvolgere investitori per realizzare le progettualità proposte e occasioni di incontro e collaborazione con il gruppo leader dei servizi ambientali. Le 5 startup selezionate su 75 hanno avuto accesso a un contributo complessivo di 90 mila euro stanziati da Veolia per dar vita ai propri progetti.
Nello specifico, si tratta: dei sistemi di illuminazione adattiva e circadiana basati su AI della roveretana B2 Labtech, progettati per regolare automaticamente intensità e spettro della luce in funzione dei ritmi biologici umani, migliorando benessere, comfort ed efficienza energetica anche in contesti sensibili come gli ambienti ospedalieri; dei led intelligenti che si coordinano tra loro via luce per la riduzione dei consumi energetici della torinese Neodelis; del supervisore energetico della piacentina Dabohn, physical AI che si installa sopra l'automazione esistente delle centrali frigorifere ospedaliere: calcola i set point ottimali e li riscrive sul campo, riducendo i consumi energetici e anticipando gli interventi di manutenzione. E ancora delle mini-turbine eoliche che sfruttano il vento urbano pensate per l’ambiente cittadino, ideate dall’azienda Windcity, nata in Progetto Manifattura e della piattaforma digitale intelligente che integra previsione del carico termico, monitoraggio operativo e diagnosi automatica dei guasti per le sottostazioni di teleriscaldamento di Aiaqua, insediata in Progetto Manifattura. (m.d.c.)




