Lunedì, 20 Giugno 2022 - 16:41 Comunicato 1914

Novità per il progetto educativo. L'assessore Bisesti: spazio al protagonismo dei giovani. L'assessore Segnana: vicini ai ragazzi e alle ragazze mentre vivono un periodo difficile
"Alfabeti di quartiere" si amplia e arriva nella scuola dell’Ospedale

Alfabeti di quartiere è un progetto educativo dedicato alla conoscenza e all’esplorazione del paesaggio urbano di prossimità. L’area in cui gravita la scuola è adottata come misura privilegiata della quotidianità del bambino. Diretto inizialmente alla scuola primaria, prevede successive estensioni anche ad altre fasce di età. Il progetto si focalizza sulle aree urbane interessate dalla trasformazione novecentesca della città, secondo un piano di ricerca e trasposizione didattica graduale, che intende prendere progressivamente in considerazione più ambiti territoriali di Trento, caratterizzati da uno sviluppo relativamente, o del tutto, recente. Dopo la prima edizione, Alfabeti di quartiere si è ora esteso con il sottoprogetto "Una finestra tutta mia" dedicato a bambini e ragazzi assistiti al Santa Chiara di Trento che frequentano la Scuola dell'Ospedale, nel quartiere della Bolghera.
Le novità sono state presentate in conferenza stampa alla presenza dell'assessore all'istruzione Mirko Bisesti, dell'assessore alla salute Stefania Segnana, del soprintendente beni culturali della Provincia autonoma, Franco Marzatico, Lucia Linda Cella, coordinatrice dell'area educativa dell'Umst per la tutela e la promozione dei beni e delle attività culturali, Patrizia Orler, pedagogista dell'azienda e coordinatrice del "Gruppo di lavoro per la valorizzazione del benessere del bambino ospedalizzato e della sua famiglia" e la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Trento 4 Patrizia Visconti.
“Alfabeti di quartiere” – “Una finestra tutta mia": Un progetto educativo per la conoscenza del paesaggio urbano dedicato a bambini e ragazzi assistiti all’Ospedale Santa Chiara di Trento (Patrizia Visconti, Mirko Bisesti, Stefania Segnana, Patrizia Orler, Lucia Linda Cella) [ Archivio Ufficio Stampa]

"Con questo progetto da un lato si aiutano i ragazzi e le ragazze in ospedale a sentirsi parte del sistema dell'istruzione, dall'altro si dà loro la possibilità di essere protagonisti e progettare gli spazi che loro stessi sono chiamati a utilizzare all'interno della città e del quartiere in cui vivono. Un elemento, questo, del coinvolgimento che, unito all'educazione al bello che Alfabeti di quartiere porta con sè, consente di rafforzare la coesione sociale e il senso di appartenenza dei giovani alla propria città" mette in evidenza l'assessore Bisesti.

"Il progetto è innovativo e permette al sistema sanitario di stare vicini ai ragazzi e alle ragazze e alle loro famiglie nei momenti di difficoltà come quello della permanenza in ospedale e allo stesso tempo di farli sentire partecipi della vita scolastica" evidenzia l'assessore Segnana.

Alfabeti di Quartiere intende mettere in atto un’alleanza educativa tra l’istituzione che si occupa di patrimonio culturale e la scuola, sul tema dell’abitare contemporaneo, includendo in futuro altri quartieri della Trento novecentesca, per:

- favorire il senso di appartenenza ai rioni dove si svolge la vita quotidiana dei bambini, incrementando un approccio di responsabilità e cura degli spazi e dei beni comuni;
- stimolare il dialogo intergenerazionale e tra le diverse appartenenze culturali, accrescendo la disponibilità alla condivisione e alla socialità;
- sostenere lo sviluppo di percorsi didattici flessibili, incentrati sulla conoscenza diretta dei luoghi e degli spazi, l’approccio corretto ai documenti e alle fonti, la sperimentazione di modalità laboratoriali;
- stimolare nei bambini le competenze di osservazione del proprio contesto di vita, favorendo la creatività e il piacere connessi a molteplici espressioni narrative e figurative, e alle pratiche del gioco;
- affiancare gli educatori nella trasposizione didattica di strumenti e metodi conoscitivi e di indagine del paesaggio urbano e delle sue trasformazioni, proponendo materiali e contributi per interpretarne le principali caratteristiche e dinamiche.

Una finestra tutta mia

Una finestra tutta mia contempla un video e tre finestre da costruire. Sono i materiali di una proposta educativa del tutto particolare dedicata alle bambine e ai bambini che per motivi di salute sono costretti a letto o in strutture protette o di riabilitazione. Nel segno dell’inclusione, tutti, anche i bambini ospedalizzati o comunque fragili, possono essere coinvolti in processi di conoscenza. In particolare possono essere accompagnati, anche dai luoghi in cui si trovano, ad esplorare il paesaggio urbano e le dinamiche che lo caratterizzano, con attività espressive che educano alla relazioni spaziali, all’osservazione e al racconto di sé. Una finestra tutta mia è parte del progetto educativo Alfabeti di quartiere, curato dell’area funzionale educazione al patrimonio, dell’Unità di missione strategica per la tutela e la promozione dei beni e delle attività culturali. Centrato sull’esplorazione e la conoscenza del territorio e degli spazi urbani in cui trascorriamo le nostre giornate, questo modulo marca anche una significativa sinergia tra l’Assessorato all’istruzione, università e cultura e quello alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia.

Come funziona "Una Finestra tutta mia": 

 

Il video, nello scorrere di un’accurata sequenza di immagini e parole, accompagna e invita bambini e ragazzi a liberare l’immaginazione, ad aprire lo sguardo verso il mondo esterno o verso se stessi, facendo attenzione ai dettagli, per invogliare alla realizzazione di piccole finestre tridimensionali, con le quali raccontare emozioni, interpretazioni e proposte, affinché i professionisti che hanno il compito di prendersi cura del patrimonio urbano e culturale, possano sapere, e agire di conseguenza. Affinché anche tutti noi “grandi” possiamo meglio conoscere i pensieri e i desideri di questi bambini, dei più fragili ma non solo, per provare a migliorare i contesti in cui vivono.

In coda al video c’è l’indirizzo per visionare e scaricare, eventualmente affiancati da un educatore o un familiare, il fascicolo di istruzioni e scoprire che ci sono tre diverse sagome di finestre che possono essere realizzate, assemblate e poi animate con le proprie osservazioni e riflessioni.

La finestra è infatti il modulo architettonico scelto dai curatori quale strumento ideale per dare forma alle aspettative dei più giovani sul mondo esterno o sul proprio paesaggio interiore, in quanto è collegamento, disponibile a tutti, con il mondo di fuori.

Le sagome, a cura di Sarah Bertasio, giovane architetto del team di Alfabeti di quartiere, che ne ha studiato il disegno e la versatilità, verranno fornite a inizio anno scolastico ai docenti che faranno scuola in ospedale, assieme alla disponibilità di tutoraggio per le classi che desiderano affrontare il progetto.

Per i bambini in corsia meno coinvolti dalla manualità, un quaderno di esercizi e giochi intitolato Diari di quartiere, a cura di Chiara Radice, educatrice e docente che collabora con la struttura, consente di esplorare, dalla propria stanza, il quartiere dove ha sede l’Ospedale Santa Chiara. 

In queste settimane, in accordo con la Dirigente scolastica di riferimento dell’IC Trento 4, Patrizia Visconti, i materiali sono stati sperimentati in anteprima dalle docenti assegnate all’Ospedale, che hanno così potuto dare suggerimenti e indicazioni per l’ottimizzazione dei prodotti finali.

La collaborazione educativa tra le strutture deputate alla cura del patrimonio culturale del nostro territorio e dei luoghi in cui viviamo, anche con proposte e pratiche per una cittadinanza culturale partecipata inclusiva e accessibile, e le strutture che si prendono cura della persona, nello specifico della salute dei più giovani, diventa così pienamente operativa, replicabile, aperta a nuove proposte e luoghi di sperimentazione.

L’iniziativa si inscrive nella programmazione di proposte non episodiche, che garantiscano nel tempo la continuità di un’attenzione competente verso le tante dimensioni di una cittadinanza culturale attiva e partecipata. Il video è una produzione di Videonaria. Le illustrazioni utilizzate nel filmato sono di Giorgia Pallaoro, che ha realizzato anche le tavole e le immagini per Alfabeti di quartiere. Il progetto è a cura di Lucia Linda Cella.

Un particolare valore aggiunto al progetto educativo sulla città è dato dalla realizzazione di un video motivazionale finalizzato al coinvolgimento dei bambini ospedalizzati e fragili.

Alfabeti di quartiere, nuovo modulo nel 2022/2023

Alfabeti di Quartiere/Trento Sud è stato la prima edizione del progetto, messa a punto dopo la prima sperimentazione avviata nel 2020 con tutte le classi della scuola primaria
Degaspari, oltre 200 bambini, su una ampia porzione del quartiere di san Giuseppe. Nonostante le interruzioni e le difficoltà dovute alla sospensione per il Covid, i bambini hanno svolto numerose uscite nelle vie del quartiere, sviluppato osservazioni, svolto ricerche e prodotto molto materiale inedito raccolto a scuola. Si è così giunti alla prima edizione vera e propria, con materiali digitali e a stampa del progetto, che si è estesa fino a comprendere alcune aree urbane a sud del centro storico, in particolare ampie porzioni dei quartieri di San Giuseppe, Bolghera, Clarina e San Bartolomeo, Madonna Bianca, toccandone aspetti peculiari ma soprattutto proponendo alla scuola strumenti e tracce
operative adattabili a seconda dell’età e delle classi. Nell’anno scolastico 21/22, una trentina di docenti ha seguito gli incontri di aggiornamento, e una decina di classi, appartenenti alla scuola primaria di Madonna Bianca e della Clarina, delle Savio e ancora delle Degaspari, ha sperimentato parti del progetto, producendo plastici, schede di carattere storico, interviste ed elaborazioni grafiche. Deliziose le mappe prodotte da una classe prima, accompagnata dalla loro docente. E il progetto si è esteso alla scuola dell’Ospedale.

Per il prossimo anno scolastico 2022/23, oltre ad affiancare le nuove classi che hanno espresso il loro interesse a sperimentare la proposta dedicata a Trento Sud, il team di Alfabeti di quartiere si dedicherà allo sviluppo di un nuovo modulo inerente all’area di Piedicastello e alla Vela, sempre con lo sguardo attento alle trasformazioni urbane novecentesche e più recenti.

ALFABETI DI QUARTIERE è un progetto a cura di Lucia Cella - UMSt per la tutela e la promozione dei beni e delle attività culturali di Trento. Collaborazioni di: Sarah Bertasio, Marco Cestarolli, Giorgia Pallaoro, Chiara Radice.

L'intervista all'assessore Bisesti: 

 

L'intervista a Lucia Cella: 

 

(ac)


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