«Questo convegno – ha spiegato il presidente della FISI Flavio Roda – rappresenta un momento di confronto fondamentale tra il mondo dello sport e l’ambito giuridico. L’attività sciistica agonistica richiede non solo preparazione tecnica e passione, ma anche una profonda consapevolezza delle regole e delle responsabilità che la governano. Dialogare con esperti del settore, istituzioni e professionisti del diritto ci permette di rafforzare la cultura della sicurezza e della correttezza garantendo standard sempre più elevati a tutela dei nostri atleti e di tutto il movimento degli sport invernali».
«Il Trentino – ha commentato l’assessore al turismo Roberto Failoni – ha una forte vocazione e tradizione in materia di sport invernali. Negli anni, abbiamo ospitato e continueremo a ospitare eventi e competizioni internazionali di grande prestigio, non da ultime le Olimpiadi. Il nostro è un territorio dove coesistono stazioni grandi e piccole e siamo consapevoli che, soprattutto per queste ultime, affrontare nuovi investimenti per ammodernare piste e impianti è una sfida impegnativa, ma necessaria. La sicurezza di sportivi e amatori, ma anche di tutte le professionalità e persone che a vario titolo si trovano sulle piste viene infatti prima di tutto. Come Provincia, teniamo a ribadire che l’impegno delle istituzioni per accompagnare i gestori in questo percorso c’è».
L’avvocato Enrico Ballardini, organizzatore della conferenza, ha spiegato: «Lo sci alpino agonistico, soprattutto le discipline veloci, è una pratica sportiva non scevra da rischi di infortunio per gli atleti. Per chi allestisce i tracciati e organizza le competizioni o anche solo l'attività propedeutica alle stesse, in primo luogo gli allenamenti, la sicurezza degli atleti è la prima preoccupazione». L’avvocato ha poi sottolineato la lunga collaborazione in ottica di riflessione multidisciplinare che unisce Associazione Roveretana per la Giustizia e FISI da oltre vent’anni: il primo convegno organizzato insieme in materia di “Regole per uno sci più sicuro” risale al 2002.
Al centro del dibattito odierno, le regole federali di recente introdotte dalla FISI e le possibili soluzioni e adattamenti per migliorare il livello degli apprestamenti di sicurezza per gli atleti.
Sulla sicurezza, «perno della progettazione, organizzazione e gestione quotidiana della pista», si è soffermato anche Mauro Vendruscolo, presidente di Funivia Col Margherita S.p.A. e socio ANEF: «La sicurezza non può essere soltanto un insieme di prescrizioni da rispettare. Negli allenamenti entrano in gioco molti fattori — dalle caratteristiche del tracciato alle condizioni della neve, dalla gestione degli accessi alla separazione tra chi si allena e chi sta sciando, fino alla gestione e formazione del personale e alle procedure di emergenza — e nessuno di questi elementi funziona da solo: pista, organizzazione e persone devono costituire un unico sistema di sicurezza». Il nodo, ha aggiunto, non è solo economico: «la sicurezza e le protezioni hanno bisogno di spazi, e gli spazi non sono sempre disponibili». Di qui l'appello a una maggiore collaborazione tra federazione, gestori, allenatori e amministrazioni, per modelli di gestione che tengano insieme «tre esigenze fondamentali: la sicurezza, la qualità dell'allenamento e la sostenibilità economica».
Tra i relatori anche Giacomo Bisconti (Direttore Tecnico STF, Coscuma FISI), Luigi Borgo (Presidente Collegio Nazionale dei Maestri di Sci), Alessandro Molinari (AD e Direttore Generale di ITAS) e Stefania Rossi (Docente Unitn), che ha presentato il volume collettaneo “Sci agonistico e responsabilità” edito da Lefebvre Giuffrè, frutto dei lavori dell’omonimo convegno tenutosi l’anno scorso a Rovereto, spiegando: «L’opera rappresenta l’imprescindibile punto di partenza per un approfondito studio sui profili concernenti la sicurezza e la responsabilità, civile e penale, nell’esercizio dello sci agonistico. Attraverso l’analisi, anche in ottica comparata, degli istituti di maggior rilievo per il settore, della peculiare normativa e della più significativa giurisprudenza, il volume affronta le molteplici problematiche inerenti alla pratica sportiva e all’organizzazione di competizioni e sessioni di allenamento in ambito nazionale ed internazionale. Particolarmente utile si rivela, da un lato, il confronto tra esperti accademici, avvocati e magistrati per indagare il diverso angolo prospettico e, dall’altro, il costante rimando alle nozioni tecniche e alla disciplina federale FISI, al fine di comprendere concretamente le diverse tipologie di rischio, l’efficacia degli obblighi cautelari e l’incidenza dei regolamenti nella perimetrazione del giudizio di responsabilità tra ordinamento giuridico e sportivo».




