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Provincia Autonoma di Trento - Ufficio Stampa

B132 ha scelto le Dolomiti

La lince "svizzera" filmata a Molveno da un agente forestale
di Mauro Neri

Lince

Devono esser proprio piaciute, le Dolomiti di Brenta - anzi, forse è stato il primo essere vivente ad approfittare dell'ombrello protettivo concesso dall'Unesco alle Dolomiti come bene naturale dell'Umanità - se la lince B132, sconfinata dalla Svizzera in Trentino il 23 marzo 2008 e temporaneamente stabilitasi nel triangolo Val Rendena - Val di Sole e Val di Non - Valle dell'Adige, che comprende appunto le Dolomiti di Brenta, qualche settimana fa è stata filmata in una zona nei pressi di Molveno.

È stato l'agente forestale Alberto Stoffella a realizzare il prezioso e rarissimo documento. Certo, la qualità del filmato non è ottima considerata la distanza di ripresa, ma si distingue benissimo una lince (del peso all'incirca di 25 chilogrammi) accucciata su un grosso masso, che si stiracchia, si pulisce il manto e si guarda in giro attenta.

Evidente, nelle immagini, è il radiocollare che fa risalire l'animale proprio alla lince "svizzera" B132, figlia di diverse reintroduzioni avvenute negli Anni Settanta e che oggi hanno prodotto una popolazione alla ricerca di nuovi spazi vitali e che sta lentamente ricolonizzando le valli alpine dove è sempre stata presente.

«è un radiocollare in via di esaurimento - ci ha detto Claudio Groff, referente del Servizio Foreste e fauna della Provincia, - fra qualche mese potrebbe spegnersi. Stiamo lavorando per una cattura dell'animale al fine di dotarlo di un collare nuovo. Non sarà facile, ma d'altronde è molto interessante continuare a seguire l'esemplare di lince per tenere sotto controllo i suoi movimenti; il radiocollare è anche un deterrente contro possibili atti di bracconaggio».

Gli uffici della Provincia ne erano al corrente fin dallo scorso anno: il 23 marzo 2008 un esemplare di lince eurasiatica (Lynx lynx), un giovane maschio di 24 chilogrammi, era entrato in territorio trentino attraverso l'Alta Val di Sole proveniente dall'Engadina svizzera. Un mese prima, il 22 febbraio, la lince era stata catturata dagli operatori del Parco Nazionale Svizzero che l'avevano radiocollarata per meglio monitorarne gli spostamenti e le abitudini di vita.

In Trentino, e precisamente in Val di Peio, era giunta scollinando il Passo della Sforzellina (3mila metri di quota, un'altitudine mai registrata per una lince e probabilmente la quota maggiore documentata sulle Alpi per il felino), per poi andare a stabilirsi - allora si pensava temporaneamente - in un territorio di 354 chilometri quadrati tra la Val Rendena, la Val di Sole, la Val di Non e la Valle dell'Adige. Insomma, il cosiddetto "home range", la casa di riferimento della nostra lince B132 comprende il territorio delle nostre bellissime Dolomiti di Brenta!

Lo sconfinamento della lince in Trentino era stato immediatamente comunicato ai colleghi trentini dalle autorità svizzere e dagli operatori del Parco Nazionale Svizzero, con i quali già si erano presi contatti in precedenza, nell'ipotesi appunto di uno sconfinamento dell'animale in territorio trentino. Grazie al radiocollare la lince è stata costantemente sottoposta a monitoraggio da parte del Servizio foreste e fauna, avvalendosi anche della collaborazione dell'Associazione Cacciatori Trentini, del Parco Nazionale dello Stelvio e del Parco naturale Adamello-Brenta.

Nelle prime settimane di permanenza in territorio trentino la lince ha percorso la sinistra orografica della Val di Sole, spingendosi fin nell'Alta Val di Non con un momentaneo sconfinamento in Alto Adige nella zona di Lauregno-Proves. Quindi si è diretta decisamente verso Sud, arrivando nel territorio delle Dolomiti di Brenta, dove si è stabilizzata per tutto il 2008.

Quando cominciò a circolare la voce della presenza di una lince nel Trentino occidentale, qualcuno parlò addirittura di un presunto rilascio illegale, speculazioni queste completamente destituite di ogni fondamento e smentite proprio dal monitoraggio radiotelemetrico attraverso il collare e dagli accertamenti genetici: la lince B132 è nata nel 2006 nella Svizzera nord-orientale, nel Cantone di San Gallo, dove un nuovo nucleo di linci si è stabilito a partire dal 2001, quando venne lanciato il cosiddetto "Progetto Luno", che ha portato al rilascio di almeno 12 linci provenienti dalle Alpi Svizzere e dal Jura dove furono reintrodotte negli anni '70.

A fine 2008 la "nostra" lince B132 era segnalata ancora in Trentino e precisamente nei boschi del Brenta orientale, a circa duecento chilometri in linea d'aria dai luoghi di nascita e lì si trova tutt'oggi. È, il suo, lo spostamento più lungo documentato sulle Alpi per questa specie.

Oggi, grazie anche all'eccezionale filmato dell'agente forestale Alberto Stoffella, la lince B132 può essere considerata quasi stabilmente "trentina". Le è piaciuto, infatti, il territorio delle Dolomiti di Brenta, s'è trovata benissimo nelle foreste che fanno corona a occidente del Lago di Molveno e dell'abitato di Andalo, e che ospitano, come è noto, anche alcuni esemplari di orso.

Grande la soddisfazione dei responsabili del Servizio foreste e fauna. Il dirigente Maurizio Zanin non può non sottolineare l'eccezionalità del filmato. «Non è semplice individuare in natura una lince e poterla riprendere, anche se con mezzi di fortuna, per un tempo così lungo. Il suo radicarsi poi della zona del Brenta sta a significare quanto ricettivo possa essere il nostro territorio provinciale, che fortunatamente conserva ancora ampie porzioni di ambienti intatti e disponibili ad ospitare fauna selvatica così delicata com'è la lince e com'è del resto anche l'orso».

Intanto la lince B132 si gode le "sue" Dolomiti: sta a noi cercare di rispettare i suoi spazi e garantire le sue esigenze. Un compito non da poco, ma il segnale di una cultura di rispetto e di tutela è già stato dato, in questi sedici mesi. La lince ha risposto, e lo ha fatto in modo positivo: le piace essere considerata "trentina"!