Nel corso del suo intervento, Tonina ha ricordato anche la sua partecipazione all'assemblea dei soci nel maggio dello scorso anno, ribadendo come APPM non sia affatto una struttura burocratica, bensì "un organismo vivo, capace di trasformare i valori in azioni, accogliendo ogni anno centinaia di minori nelle proprie strutture, proponendo al contempo straordinari progetti sull'educazione al lavoro e tante iniziative diverse". Quindi l'assessore ha evidenziato il ruolo cruciale del Terzo settore, inteso non solo come gestore di servizi, ma come attore chiave nella programmazione territoriale. "Dobbiamo essere capaci di leggere in anticipo i bisogni dei ragazzi in situazione di marginalità o di vulnerabilità e delle loro famiglie, di lavorare insieme - ha proseguito Tonina - offrendo loro non semplici risposte assistenziali, ma percorsi di accompagnamento, di inclusione e dignità. Grandi sfide di questo tempo che insieme dobbiamo affrontare lavorando con professionalità e integrando le politiche: il sociale con il sanitario, ma anche le politiche del lavoro e dell'abitare". Non è mancato, infine, il ricordo di Paolo Cavagnoli, fondatore e presidente di APPM per quarant’anni, scomparso alcuni anni fa e salutato da un lungo applauso, segno tangibile del legame e della profonda riconoscenza nei confronti di una figura che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’associazione.
Accanto all'assessore provinciale vi erano la presidente Paola Maccani con il direttore generale Paolo Romito, il presidente del Consiglio Claudio Soini e la vicesindaca e assessora alla cultura, sport e scuola Elisabetta Bozzarelli del Comune di Trento. Fra i presenti anche la vicepresidente del Consiglio provinciale Mariachiara Franzoia, la direttrice amministrativa di Asuit Rosa Magnoni, il direttore del Servizio governance clinica di Asuit Emanuele Torri e il direttore del Distretto sanitario est Enrico Nava, nonché la dirigente generale dell'Agenzia provinciale per la coesione sociale, Miriana Detti.
Il radicamento dell'associazione è stato testimoniato poi dalla presenza della "Torcia del Cinquantesimo", il simbolo che sta attraversando i territori della provincia raccogliendo storie, volti e significati di questi cinquant'anni.
La giornata, che ha visto anche il taglio della torta per i 50 anni, era strutturata come una fiera aperta al territorio con spazi espositivi, laboratori, attività, racconti e testimonianze che hanno dato voce alle esperienze maturate nei diversi servizi, esempio di una comunità educante e attiva.
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